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NEWS DA POMPU
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Cultura:
Pagina 15 -Unione Sarda Appuntamenti
Pompu, due incontri per un paese tra storia e leggenda
Alla Cittadella"Pompu. Un paese tra storia e leggenda"
è il titolo del volume che verrà presentato oggi a
Cagliari e domani a Pompu. Primo appuntamento, stasera (ore 17,30)
nell'Aula verde della Cittadella dei musei: presenterà Gianni
Filippini, introdurrà e coordinerà Barbara Fois. Interverranno
il sindaco Marco Atzei, Gino Camboni, Emerenziana Usai, Valentina
Marras e Diomira Piras. Domani, stessa ora, incontro nel Centro
di aggregazione sociale comunale di Pompu (in piazza Capitano Leo).
Il caso MesinaDomani alle 19 a Quartu (via Gorizia angolo viale
Colombo) lo scrittore Massimo Carlotto incontra e intervista il
giornalista Giorgio Pisano in occasione della pubblicazione del
libro "Lo strano caso del signor Mesina" (Il Maestrale).
Architetti a confrontoQuesto pomeriggio alle 16,30 il Dipartimento
di Architettura di via Corte d'Appello 87 a Cagliari ospita una
conferenza promossa dall'associazione culturale Italia-Inghilterra
presieduta da Franco Staffa. "Archeology of the air" è
il tema dell'incontro con gli architetti Sheila O' Donnell e John
Tuomey, docenti di facoltà di architettura di Dublino. Intervengono
Elena Carlini e Pietro Valle, dell'università di Ferrara,
introduce Enrico Corti, direttore del Dipartimento di Architettura.
Su sardu jocandeÈ il titolo dell'opera multimediale edita
da Condaghes che sarà presentata stasera alle 18, nell'Aula
magna del corpo aggiunto della facoltà di Lettere di Cagliari.
Il libro, dedicato all'insegnamento in lingua sarda nella scuola
primaria, sar presentato dall'autrice, Maria Teresa Pinna Catte.
Parteciperanno la casa editrice, l'università, l'assessorato
regionale all'Istruzione, la direzione dell'Ufficio scolastico regionale
della Sardegna che patrocina l'opera. "Su sardu jocande"
è redatta in tre varianti linguistiche: nuorese, logudorese
e campidanese. Armungia onora Lussu Si apre stasera alle 18,30 per
concludersi domani sera il convegno in onore di Emilio Lussu promosso
dal Comune di Armlungia col contributo di Regione, Sa Die de sa
Sardigna e Iriapa. Nelle scuole medie si ritroveranno studiosi come
Nereide Rudas, Leonardo Sole, Francesco Casula, Giuseppe Caboni,
Giangiacomo Ortu, Eugenio Orrù, Eliseo Spiga, Placido Cherchi
e Matteo Porru (autore di "Sa Brigata Tatari, un'annu in gherra").
Interverranno il sindaco Antonio Quartu, l'assessore regionale alla
cultura Pilia, il presidente della provincia Balletto, il presidente
del Consiglio regionale Spissu, il presidente della Regione Soru.
Due gli spettacoli serali. Tuttestorie"Porta un filo/un filo
di vento/che alzando le onde/e lasciandole andare/trasforma in tempesta/la
quiete del mare". Inizia così il viaggio poetico di
Maria Chiara Aresti, in mostra alla libreria per ragazzi Tuttestorie
di Cagliari con le illustrazioni su collage di "Porta un filo".
Dieci tavole, accompagnate dai versi di Chiara Ulzega, attraversano
il filo dei pensieri, che diventa filo dei burattini, che diventa
filo d'acqua e poi fil di spada e filo di paura in un gioco di rimandi
continuo tra parole e immagini. Maria Chiara Aresti, giovane illustratrice
cagliaritana, da anni conduce un lavoro di ricerca sulla fiaba classica
usando una tecnica che utilizza stoffe, fili di lana e cotone. Ha
partecipato alle mostre "Se i sensi" e "Per mangiarti
meglio", allestite nello stand sardo della Fiera internazionale
del libro per ragazzi di Bologna. "Porta un filo" può
essere visitata tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle 9,30
alle 13 e dalle 16,30 alle 20. Telefono 070/659290.
18/03/2005
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Cultura:
Pagina 14 Unione
Sarda Tra storia e leggenda
Il "paese che non c'è" esce dal mito: un libro
per Pompu
C'è chi dice che Pompu derivi dal greco pompà o pompé
nel senso di trionfo, magnificenza, o anche dal greco pompeion,
inteso come l'edificio per la custodia di suppellettili sacre. Altri
sostengono che ci sia un nesso comune con il toponimo "Scala
Pomposa" che, presente sulla Giara di Gesturi e a Villaverde,
nel Monte Arci, sembra richiamare la lontana e antica abbazia benedettina
di Pomposa, nel Comacchio. C'è chi narra, dando libero sfogo
alla fantasia, che Pompu era la sede della regina Madua, sposa di
un pastore, Pòbun, e figlia di un re capo tribù che
aveva la sua reggia nel complesso di Santu Miali. Ipotesi poetiche
e ironiche che alimentano la leggenda di un paese, il quale, prima
ancora che in un luogo, è nell'immaginario collettivo dei
sardi come simbolo di ogni bizzarria geografica e storica. Pompu
è il paese che "non c'era", il villaggio senza
luogo e senza tempo, collocato in un angolo indefinito della Sardegna.
Un paese sperduto, isolato. Un posto di stravaganti. "Ma ita
ses, de Pompu?" si sente chiedere colui che, agli occhi di
chi lo guarda, fa qualcosa di strano. A chi a Pompu è nato
e vive, però, dispiaceva assai prestarsi alle chiacchiere
gratuite che si avvolgono nei modi di dire e nelle immagini curiose.
E con un libro, curato dalla medievalista Barbara Fois, pubblicato
dalla Demos editrice, ha ristabilito, grazie anche alle belle fotografie
di Gianfranco Fois, l'identità storica e culturale di un
abitato che ha radici lontane nel tempo. Presentato alla Cittadella
dei musei di Cagliari da Gianni Filippini, Barbara Fois e il sindaco
del paese Marco Atzei, Pompu. Un paese tra storia e leggenda raccoglie
i saggi di alcuni studiosi e profondi conoscitori del territorio
come Gino Camboni che rende conto dei miti e delle tradizioni del
villaggio dell'alta Marmilla, del suo territorio e dei suoi paesaggi,
Caterina Lilliu, Valentina Marras ed Emerenziana Usai che descrivono
Pompu dalla preistoria alle soglie del Medioevo, Aldo Aveni Cirino
che parla del paese in età moderna, Diomira Piras che riferisce
di una protesta contadina e di una lunga contesa legale. Il libro
che, come scrive il sindaco Marco Atzei, è solo il primo
passo verso l'affermazione di una nostra identit autonoma e distinta»,
riporta molte notizie interessanti sul piccolo paese: appena 351
abitanti e un territorio di poco più di cinque chilometri
quadrati. Soprattutto restituisce consistenza di presenza storica
e culturale al paese che "non c'era", come scrive con
efficacia Gino Camboni: «Un paese che fa progetti di crescita
sociale ed economica con il suo patrimonio di usanze, di monumenti
nuragici, di architetture rurali». Insediamenti nel territorio
del Comune di Pompu (l'autonomia amministrativa è stata riconquistata
nel 1970 dopo 42 anni di dipendenza da Masullas), risalgono al periodo
nuragico e prenuragico. Una testimonianza notevole e originale di
quel periodo è il complesso nuragico di Santu Miali costituito
da una torre principale circondata da quattro torri laterali. Un
nuraghe atipico costruito con pietra arenaria chiara e con massi
perfettamente squadrati, che ha suscitato un grande interesse tra
gli archeologi. Nel periodo medioevale Pompu fu centro di una qualche
importanza, secondo la medievalista Barbara Fois, se alcuni dei
suoi rappresentanti parteciparono alla firma della pace nel 1388
fra Eleonora d'Arborea e Giovanni I il Cacciatore, re d'Aragona.
In età moderna, invece, si segnala per la forza e la determinazione
della sua popolazione nella lotta contro il feudatario del posto.
L'Ottocento offre una galleria di storie curiose e figure leggendarie,
in maniera non molto diversa da come accade in numerosi altri centri
isolani. I saggi, corredati da una nutrita appendice documentaria,
puntualizzano date, nomi, eventi, circostanze storiche, ma lasciano
intatto un mistero che ancora avvolge il paese della Marmilla. A
dispetto delle rigorose ricerche storiche, ancora nulla di certo
si conosce sull'origine del nome che potrebbe derivare da pompe
che equivale a quinque: così Pompu, come il terralbese Pompongias,
avrebbe a che fare con il numero cinque. Di più non si sa,
ma alla fine che importa? A noi non dispiace conservare nella nostra
fantasia il paese che "non c'era" e si chiamava con un
nome che è tutta una leggenda. Franca Rita Porcu
20/03/2005
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News curate da: Michela
Ardu
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